Il grande equivoco
Giorni fa mi è arrivata una riflessione del compianto Prof. Vittorio Marchi (1938-2017) che ho sempre ammirato, allo stesso modo di come ammiravo il Prof. Antonino Zichichi da poco scomparso.
Era un personaggio che dava fastidio perché parlava di ciò che la scienza e la religione temono, parlava dell’invisibile come unica e vera realtà.
In prossimità della Pasqua, trovo molto pertinente riportare le sue parole ed auguro a tutti una Felice Rinascita.
LA MORTE È L’EQUIVOCO PIÙ CLAMOROSO
La morte è il più clamoroso equivoco della storia umana.
La scienza ha ormai provato che l’Universo è tutto Pensiero e che la Realtà esiste solo in ciò che pensiamo.
L’energia è quella manifestazione che fa accadere le cose e gli eventi.
Essendo vibrazione si manifesta in una incommensurabile vastità di forme e di aspetti. Dietro ogni apparenza c’è una realtà fatta di frequenze.
Tutto è costituito da una sola sostanza, con manifestazioni diverse.
Questa sostanza è fisicamente e psichicamente pensante.
L’uomo quando muore sembra separarsi dalla sua carica energetica che lo vivifica, ma in realtà la sua vibrazione semplicemente si sposta in un posto diverso.
I nostri sensi (limitati) non ci consentono di percepire la realtà in quanto vibrazione energetica.
L’anima che sta per trapassare è la Vita stessa la cui natura non è materica, ma spirituale e diversamente dall’apparato psico-fisico a cui si accompagna non conosce cambiamento, né corruzione.
Inconsciamente non possiamo sopportare di morire in quanto sappiamo che non è possibile farlo.
La scienza ha “scoperto” di recente un “Campo Informazionale” che permea tutto. Consapevolezza che la spiritualità ancestrale possiede da sempre.
Tale “Campo Informazionale” è infinito.
Non ha inizio e non ha fine.
Noi vediamo attraverso i nostri occhi tutte le cose divise, frantumate, separate e invece tutto è Uno.
Il viaggio dell’evoluzione è dall’inconscio al conscio.
Quando mi chiedono cosa c’era prima del tempo e della morte rispondo che tutto ciò che esiste è AMORE.
Questa parola significa: A-MORS cioè non morte.
Tutto Vive eternamente.
La Coscienza dunque non sta nel cervello ma nel Campo.
Sia la fisica che la neurofisiologia che la quantistica concordano su questo punto.
Non è il cervello che produce il pensiero, ma è il PENSIERO o COSCIENZA che edifica il cervello.
“Chiarisci il tuo senso e illuminerai il mondo”.
Quando fu chiesto al maestro Zen Poshang come si cerca la natura del Buddha (Dio) rispose: “È come cavalcare il Bue, in cerca del Bue”.