Il periodo natalizio è sempre avvolto da un’atmosfera speciale e magica se riusciamo a distaccarci un attimo dalla frenesia che accompagna sempre queste Feste, a ritrovarci con noi stessi, confidando nei talenti che tutti abbiamo. Questo estratto dal libro di Francesco Eugenio Negro, Medico Omeopata fondatore del Museo dell’Omeopatia di Roma, è un buon motivo di riflessione. Semplici parole, profondi concetti.

”Sii curioso e dubbioso. Non giudicare a priori quello che non conosci, la verità di oggi può essere la bugia di domani. La scienza è una continua danza del progresso che avanza con passi avanti e indietro. Per questo è scienza.

Non ti far prendere dalle sirene della novità sbandierate, molte volte, con intenti più di profitto che di reale miglioramento e rispetto di chi ti chiede aiuto. La storia è piena di questi esempi. Pensa a Galileo: per tutto l’apparato scientifico dell’epoca, aveva ragione Tolomeo, Galileo era una novità da combattere, ma aveva ragione.

Sii prudente, giudica con la tua esperienza che, figlia di anni e anche di errori, è la più vicina alla verità. Quando prescrivi pensa che ogni sostanza ha risposte differenti in ogni singolo individuo, che ogni prescrizione è una sperimentazione.

Non ti fidare delle indicazioni comuni, scritte in un bugiardino che, già nel nome, è etimo di una verità apparente nata in un laboratorio, un freddo resoconto privo dell’atto d’amore che è la medicina.

La sostanza ha certo una farmacodinamia che agisce con un rapporto di causa effetto, ma solo su un terzo dell’essere uomo; il corpo, non prende in considerazione la mente, che non è il cervello dove si limita ad abitare, e infine lo spirito, l’etica che ti fa vivere secondo principi sia assoluti che personali.

Guarda i fatti, capaci sempre di smentire le teorie. Non pensare che la maggioranza sia sempre dalla parte della ragione.

Interpreta e in questo inserisci la medicina. Sii un umanista. Pensa che per conoscere qualcosa c’è bisogno di qualcosa d’altro, che si può giungere alla vetta da più sentieri tutti di pari dignità. Estendi la tua cultura, non solo quella medica.

Per essere medico si deve essere artisti, nel senso di sviluppare un’ars, non solo una tecnica. Entrambe ars e techné, sono utili solo se interagiscono.

Credi a una scienza aperta e non solo alla rigida dottrina che ti fa entrare nel tunnel del protocollo nel quale, spesso, interessi economici vogliono che tu rimanga. Cerca altre vie, senza mai dimenticare che devi scegliere la migliore per quell’individuo in quel preciso momento.”

Buon Natale e che la Rinascita possa portarci con rinnovate forze nel 2026!